Vini Naturali

I vini naturali sono veramente differenti. Fin dalla vendemmia si differenziano dagli altri, la scelta è di chi li fa e di chi li beve, un gusto differente? Una degustazione migliore? Vediamo insieme perchè.

Sicuramente la protezione che c’è verso la vigna ed il vino fa si che ci si avvicini di più alla verità del vino, un’anima più profonda quella dei vini naturali, ovviamente l’attenzione che c’è verso questi vini permette una maggiore ricerca ed una naturalità maggiore, ci avviciniamo infatti all’aspetto naturale del vino, visto che non viene variato minimamente, un sinonimo di rispetto verso la natura e di ciò che lo circonda.

Questo è l’incantevole storia dei vini naturali, ognuno racconta la propria, la storia del suo territorio, della sua vigna, del suo clima e di chi lo accudisce amorosamente ed attentamente.

Quando parliamo di vini naturali ci riferiamo ad una combinazione di terra, frutti, clima, vendemmia, un prodotto veramente unico definito in modo perfetto come “Naturale”. L’attenzione dei viticoltori è il principale aspetto che li caratterizza, un viticoltore che ama produrre vini naturali lo fa perchè ama la propria terra, la propria vigna ed il proprio vino, ogni anno è differente, cambia il suo sapore, ogni anno regala nuove emozioni.

Forse è meglio non definirli prodotti perchè vanno oltre ai concetti di biologia ed ecologia, parlare di vini naturali significa tenersi lontani da ogni tipo di standardizzazione, in questo settore non esiste un vino sempre uguale.

La ricerca e l’autenticità

I vini naturali sono una vera e propria ricerca continua che ogni produttore fa per renderli unici e di gran gusto.

Non esistono territori uguali e sapori identici, non esistono annate uguali, non esiste un vino uguale all’altro. I vini naturali si identificano e si differenziano per la loro autenticità.

Nessuna chimica applicata, nessun fertilizzante, nessun pesticida e concime, la loro produzione non viene minimamente toccata, questi vini seguono la loro crescita naturale, un’evoluzione sponatanea che si porta avanti praticamente da sola.

Le uve sono raccolte a mano, tutto per non aggredire l’uva ed il vino.

La natura è sempre piaciuta all’uomo e così tutte quelle cose che la seguono, proporsi naturalmente è sicuramente molto meglio, a molti piacciono le sfide, in questo caso i vini naturali si differenziano dagli altri.

Vini naturali sono vini veri

I vini naturali sono considerati “veri”, non nascondono niente, sono vini autentici che propongono il loro volto. La parola naturale ci porta a qualità e genuinità, aggettivi ricercati da molti.

Insomma non esiste una definizione univoca di “vino naturale”, alla loro base c’è la filosofia del lavoro, di chi produce con tanta pazienza un prodotto unico e raro.

I vini convenzionali

Possiamo suddividere questa categoria in produzione di massa e produzioni di alta qualità.

Nella produzione di massa l’utilizzo della chimica permette di produrre vini di massa meno costosi, solitamente soddisfacenti per quanto riguarda la qualità, per quanto riguarda invece la produzione di alta qualità è richiesto l’investimento di ingenti risorse che permettono di non utilizzare la chimica in modo esagerato.

I vini di qualità partono dalla scelta del terroir e del clima ideale. Sappiamo perfettamente che le viti richiedono suoli poveri ed un clima secco, grazie a queste caratteristiche cerchiamo di aver meno bisogno di ricorrere alla concentrazione di mosti.

Vari procedimenti evitano poi l’utilizzo della chimica, ovviamente non del tutto.

Vini biologici

Le uve dei vini biologici sono ottenute senza l’uso di erbicidi e pesticidi, sono solamente ammessi quelli a base di solfato di rame e zolfo per proteggere le viti da malattie.

Vini biodinamici

Nei vini biodinamici viene imposta l’assenza di chimica totale. In cantina è vietata la raccolta meccanica, l’osmosi inversa, le pompe, i lieviti selezionati e molti prodotti enologici.

Il bello dei vini naturali

I vini naturali o “vini veri” vengono realizzati in vigna, come abbiamo detto, la coltivazione della vite ha metodi di agricultura biologica, o biodinamica, tutti metodi che escludono l’impiego della chimica.

Le uve che arrivano in cantina devono essere sane e naturali, le loro particolarità dovranno essere il sapore e la personalità. L’uva dovrà essere sana perchè più lo è più semplice sarà la produzione del vino naturale.

Perchè è meglio un vino naturale?

I vantaggi di un vino naturale sono i seguenti:

  • Rispetto della natura e dei suoi equilibri
  • vini originali e sempre differenti
  • assenza di sostanze non naturali

Il vino naturale ha però delle difficoltà o meglio degli svantaggi:

  • difficoltà sui volumi produttivi
  • problematiche legate alle caratteristiche organolettiche visto che sono sempre differenti
  • problemi con alcuni aspetti organolettici
  • alcune difficoltà pratiche

Da non dimenticare che anche nella categoria vini naturali ci sono dei vini che non sono buoni, ovviamente anche in questo caso i vini si selezionano presentandosi alla clientela.

Ogni vino ha le sue particolarità, può piacere e non piacere, lasciamo a voi la degustazione.

Di certo il vino naturale rispecchia gli usi ed i costumi di una terra, rispecchia la tradizione, il vino naturale è come se potesse raccontare qualche cosa, ha una propria storia ed una storia che li lega tutti, la storia del vino naturale.

Vini naturali la storia

La definizione di vino naturale nasce in Francia negli anni ’70, con Jules Chauvet, viticoltore, enologo e sommelier, si oppose alla massiva introduzione dei pesticidi e concimi chimici in agricoltura, con il suo opporsi creò il movimento del vino naturale nel mondo.

Altri vignaioli come: Marcel Lapierre, Max Breton, Jean Foillard, Jean Thévenet, si ispirarono a Chauvet che otteneva, grazie alla sua vinificazione senza additivi, un vino vivo, vibrante e molto diverso, dal gusto standardizzato.

Anche questi vignaioli cominciarono a fare vino senza additivi, convertirono le loro vigne al biologico.

La loro esperienza ed il passaparola hanno contagiato altri produttori di varie regioni e successivamente di atri paesi.

Dopo pochi anni in Italia qualche produttore iniziò a pensare che i propri vini avessero cambiato fisionomia al punto di diventare irriconoscibili. Josko Gravner fu uno dei primi che dopo un viaggio negli Stati Uniti e uno in Georgia capì cosa non doveva e voleva più fare, comprese infatti in che direzione muoversi, un ritorno al passato.

Da questi viaggi nacque dunque l’idea di ritornare ad un mondo del vino più credibile ed autentico. Successivamente a seguire Josko Gravner furono Stanko Radikon, Nico Bensa, Dario Prinic, Walter Mlecnick e Angiolino Maule.

Di certo l’Italia ha vuto, prima di loro, figure illuminate che combattevano inutilmente, persone che facevano molto ma non riuscivano ad emergere: Lino Maga, Cavalier Lorenzo Accomasso, Pino Ratto, Emidio Pepe, Edoardo Valentini e Stefano Bellotti.