Tutte le Regioni e le Zone Vinicole d’Italia

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Tutte le Regioni e le Zone Vinicole d’Italia

L’Italia è famosa in tutto il mondo per il buon cibo, i paesaggi suggestivi di mari e monti, la calorosa accoglienza delle persone e dell’aria allegra che si respira passeggiando nelle strade delle città. Ma una cosa sicuramente non passa inosservata: il nostro vino. Infatti sono molte le regioni e le zone vinicole in Italia dove vengono prodotti vini italiani fantastici e leggendari.

La conformazione geologica e il clima mediterraneo dell’Italia permette a tutte le regioni di produrre vini d’eccellenza con caratteriste diverse tra di loro. Essendo una nazione vasta le zone vinicole d’Italia sono numerose e ognuna di esse ha i suoi particolari prodotti che facilmente si distinguono dagli altri.
La viticoltura è praticata in tutte le 20 regioni del Paese ma le principali zone vinicole sono:

Barolo

Una delle zone vinicole d’Italia più conosciute si trova in Piemonte è senza dubbio il Barolo. Comune italiano di 640 abitanti in provincia di Cuneo, che rientra tra i patrimoni dell’umanità dal 2014 e noto per dare il nome al famoso omonimo vino. Infatti, in questa zona viene prodotto uno dei vini più apprezzati in assoluto: il Barolo.

Esso è un vino rosso a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) che dalla metà del XIX secolo iniziò a riscuotere molto successo. Le uve utilizzate per la produzione di questa eccellenza sono di origine 100% Nebbiolo, vitigno a bacca nera. Il terreno perfetto per coltivare questo uvaggio deve essere argilloso e calcareo di tipo collinare e il sole è un elemento fondamentale per la giusta crescita del vitigno. L’altitudine perfetta è compresa tra 200 e 600 metri sopra il livello del mare.

La zona di produzione del Barolo è abbastanza vasta ma la cosa più importante è che tutto il processo, dalla vinificazione all’imbottigliamento, debba avvenire esclusivamente all’interno delle aree identificate DOCG.

Chianti

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A cavallo tra le province di Siena, Firenze e Arezzo troviamo le colline del Chianti, conosciute anche come Monti del Chianti o molto più semplicemente Chianti. Si tratta di una catena collinare, la quale vetta più alta e quella di Monte San Michele, provincia di Firenze. Ciò che rende così speciale questa zona, oltre ad avere ovviamente paesaggi mozzafiato, sono proprio i vigneti dai quali otteniamo un vino che ha sempre riscosso un gran successo in tutto il mondo: il Chianti, che dal 1984 è un vino DOCG.

La zona vitivinicola interessata comprende le provincie di Firenze, Siena, Arezzo, Pistoia, Pisa e Prato.
Il vino Chianti Classico DOCG ha colore rubino brillante e il gusto è asciutto, sapido tendente con il tempo al morbido vellutato. L’uvaggio che fa da padrone è il Sangiovese in percentuali che possono andare dall’80 al 100%. In piccole percentuali, possono essere usate altre uve a bacca rossa come il Canaiolo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Colorino e a bacca bianca come il Trebbiano e il Malvasia.

Scopri tutto sulla zona del Chianti Classico.

Collio Friulano

A ridosso del confine con la Slovenia, in provincia di Gorizia, nella parte orientale del Friuli, troviamo il Collio, zona vinicola in Italia rinomata per la produzione di vini a cui dal 1968 è stata riconosciuta la Denominazione d’origine Controllata (DOC).

I vitigni del Collio si estendono del circa 1600 ettari compresi tra 60 e 300 metri sopra il livello del mare. Grazie al clima mite e alla eccellente esposizione, permettono di produrre vino che rispecchia perfettamente il territorio. Le principali uve a bacca bianca utilizzate per produrre vino in queste zone sono la Malvasia istriana, lo Chardonnay, la Ribolla bianca e il Friulano. Quelle a bacca rossa sono il Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Pinot Grigio.

Il vino che più rappresenta la zona è sicuramente il Friulano, ex Tocai, ma altrettanto rinomato è il Ribolla Gialla, molto amato dagli italiani e non solo.

Conegliano-Valdobbiadene

Siamo in Veneto, precisamente a Conegliano-Valdobbiadene, area che comprende 15 comuni e che si trova a 50 km da Venezia e 100 dalle Dolomiti. Si estende su un territorio collinare dove da secoli l’uomo si dedica alla viticoltura e alla cura del paesaggio, divenuto nel 2019 Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Questa zona vinicola è conosciuta in tutto il mondo per la produzione del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Il Prosecco è un vitigno di antichissime origini, addirittura precedente alla colonizzazione dei Romani nel 200 A.C. Esso è però documentato soltanto negli ultimi anni della Repubblica di Venezia e quindi vive tra queste colline da almeno 500 anni. Per la produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG sono ammesse solo le seguenti varietà di viti: Glera per un minimo dell’85%, varietà locali o internazionali fino ad un massimo del 15%.

Lo spumante è prodotto con il «Metodo Martinotti» che prevede la rifermentazione in autoclave e permette di esaltare i profumi primari e secondari, gli aromi fruttati e floreali, conservando l’eleganza, la vitalità e la freschezza del vino.

Franciacorta

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Ci troviamo adesso in Lombardia, a due passi da Milano e dalle sponde del lago d’Iseo. La Franciacorta è una zona collinare che comprende un territorio che si estende per ben 19 comuni e la sua zona vitata si estende per ben 2200 ettari. I terreni di quest’aerea sono estremamente ricchi di minerali che conferiscono al vino le sue tipiche note ben distinte.

La Franciacorta è una zona vitivinicola molto conosciuta per la produzione del vino Franciacorta DOCG bevuto e apprezzato non solo in Italia ma anche in tutto il Mondo. Infatti è un vino spumante riconosciuto a livello internazionale. É adatto ad accompagnare tutte le portate e, grazie alle sue bollicine, a rendere momenti di pura convivialità in vere e proprie esperienze di gusto.

Caratteristica tipica dello spumante è il colore giallo paglierino, e le tipologie più conosciute sono il Satèn, Rosé, Millesimato e Riserva. Il metodo di produzione utilizzato per il Franciacorta è il Metodo Classico o il Metodo Franciacorta che è lo stesso che viene utilizzato per produrre ad esempio lo Champagne. Scopri di più sulle zone vinicole della Francia.

Langhe-Roero e Monferrato

Torniamo in Piemonte, precisamente nel basso Piemonte, in una zona compresa tra il fiume Po e l’appenino ligure. Le zone vinicole delle Langhe-Roero e Monferrato fanno da palcoscenico per castelli e torri medievali, borghi, casali e cantine secolari. Questi luoghi hanno permesso a questo incantevole territorio di diventare nel 2014 Patrimonio Mondiale Unesco.

Non sono però da meno le colline piene di vigneti, dove la produzione di vini è tra una delle più sviluppate e riconosciute a livello globale. Infatti questa zona piemontese detiene l’eccellenza per tecnica di lavorazione, metodo di produzione, tecnologia e manualità. É proprio in questo territorio che le 1865 nacque il primo spumante italiano.

Uno dei vini più conosciuti e degustati è il Barolo DOCG, di un rosso granato con riflessi aranciati, fruttato, floreale e speziato. Altri vini non da meno sono il Dolcetto d’Alba DOC, Barberesco, Nebbiolo d’Alba e tanti altri. Se vuoi scoprire tutto su questa zona vinicola italiana leggi il nostro approfondimento sulla Zona delle Langhe.

Montefalco

Nel cuore dell’Umbria, sulla vallata tra Spoleto e Perugia, troviamo le colline del Montefalco meglio conosciuta dal 1568 per la sua posizione strategica la “Ringhiera dell’Umbria”, zona vitivinicola più vasta e ricca di questa regione.

Quest’area dell’Umbria nel Medioevo venne bonificata dai monaci benedettini per impiantare alcuni dei più antichi vitigni umbri, tra cui proprio il Sagrantino, reputato appunto autoctono. Infatti, il Sagrantino DOCG è proprio il simbolo di Montefalco, nato come vino da festa, passito o dolce. Il Sagrantino nasce come vino passito, ma la versione più bevuta ad oggi è quella secca. Altro vino apprezzato e bevuto con gusto in questa zona è il Montefalco rosso DOC, composto da uve Sangiovese e Sagrantino.

Sicilia

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Ci spostiamo nell’isola più grande dell’Italia: la Sicilia, territorio ricco di storia e arte, buon cibo, tradizioni e buon vino. Infatti, in questo territorio nascono vini DOC come il Marsala, i profumati Passiti di Pantelleria e Malvasia delle Lipari, Moscato ed altri celebri vini rossi e bianchi.

La Sicilia è una zona vinicola in Italia molto ampia dove infatti vi è coltivato un gran numero di uve internazionali spesso utilizzate insieme alle uve locali. L’uva autoctona per eccellenza è Nero d’Avola, uva a bacca rossa, adesso una delle più interessanti in circolazione. Fra le uve bianche quella che probabilmente sta riscuotendo maggiore successo è lo Zibibbo, considerato fra i migliori d’Italia in questa categoria. Zona di produzione per i vini bianchi molto famosa è certamente Alcamo e Etna, anche se il primato spetta al Catarratto e all’Inzolia, mentre tra i vini rossi Cerasuolo di Vittoria e Faro. Insomma, la Sicilia è un territorio tutto da scoprire e da bere. Qui potete scoprire la cantina naturale Eduardo Torres Acosta.

Trentino-Alto Adige

Siamo in Trentino-Alto Adige, regione italiana a statuto speciale composta dalle province autonome di Trento e Bolzano. Questo patrimonio dell’umanità offre agli amanti della montagna e del clima alpino un paesaggio suggestivo tra boschi, vallate, fiumi e laghetti alpini e borghi. Qui vi potrete immergere per essere a completo contatto con la natura ma cibo, cittadine fiabesche e buon vino non sono da meno.

Infatti la zona vinicola trentina è molto sviluppata e il livello qualitativo dei vini della regione è molto alto. Qui troviamo numerosi sono vitigni, sia autoctoni che internazionali coltivati. In Trentino, i vitigni autoctoni a bacca nera più coltivati sono il Marzemino, nella zona a sud di Trento, e la Schiava più a nord, ai confini con l’Alto Adige. A Bolzano viene coltivato il Lagrein, il vitigno più antico dell’Italia settentrionale.
Circa il 58% dei vini prodotti in Alto Adige sono bianchi: Pinot Grigio, Gewürztraminer, Pinot bianco e Chardonnay sono le varietà più diffuse. Si producono però anche Sauvignon, Müller-Thurgau, Sylvaner, Kerner, Vino Riesling e Veltliner.

Tra i vini rossi, in Alto Adige si producono accanto alle due varietà autoctone, Schiava e Lagrein, anche altri vitigni classici: Pinot nero, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

Valpolicella

La Valpolicella è un territorio collinare del Veneto a nord della città di Verona. Quest’area è molto vasta, infatti, si estende su una superficie di circa 250 mq e comprende geograficamente ben 7 comuni in provincia di Verona. La Valpolicella è una zona molto frequentata da turisti pronti ad ammirare i diversi tipi di paesaggio offerti dal più collinare al più montuoso, al più pianeggiante. Tutte le storie e le tradizioni di questo territorio vengono ricollegate al vino. Si pensa che persino il suo nome derivi dal latino “Vallis Polis Cellae”, che letteralmente significa “valli di molte cantine”.

La Valpolicella è una zona vinicola a denominazione DOC e DOCG e ciò comporta che solo i vini prodotti in quest’area possono riportare sull’etichetta proprio il nome Valpolicella.

Il vino sicuramente più conosciuto è sicuramente l’Amarone, prodotto con uve Corvina e Rondinella. Tra gli altri vini della zona possiamo trovare il Valpolicella Classico, Superiore, Ripasso e il vino dolce Recioto.

Valtellina

La Valtellina è una regione geografica alpina che si trova in Lombardia. L’intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio. Essa è la zona vitivinicola terrazzata più estesa in Italia ed è l’unica area vitivinicola in Italia a poter vantarsi di avere due DOCG che convivono all’interno della stessa zona produttiva.

I vini della Valtellina sono prodotti principalmente da Nebbiolo, coltivato fin dalle epoche preromane e dalle antiche popolazioni celto-liguri. I più importanti sono il Valtellina Superiore DOCG con le sue 5 sottozone (Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella) e lo Sforzato di Valtellina DOCG, ottenuto da uva passita.

Lo Sforzato di Valtellina è il primo passito rosso secco italiano a potersi fregiare della DOCG, ottenuta nel 2003. Esso deriva da una scelta meticolosa tra i migliori grappoli, lasciati poi appassire. È proprio il clima della Valtellina durante il periodo invernale a favorire l’appassimento dei grappoli.
Il Valtellina Superiore DOCG si ottiene dai vigneti meglio esposti e soleggiati. È un rosso da importanti invecchiamenti, asciutto, vellutato e tannico quanto basta. In particolari annate, con 36 mesi di invecchiamento è consentita la qualifica “Riserva”. Il Valtellina Superiore DOCG può avere anche le denominazioni di 5 sottozone. Qui troviamo molte cantine naturali che vi faranno capire cosa sono i lieviti indigeni.

Il Rosso di Valtellina non fa riferimento a sottozone, è un vino rosso asciutto, con minimo 6 mesi di affinamento del vino, con un grado alcolico minimo dell’11%. È un vino da tutto pasto.

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