Ugo Lestelle

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Ugo Lestelle

Ugo Lestelle è un giovanissimo viticoltore della storica regione francese del Languedoc. Ci troviamo precisamente a Saint-Chinian, un piccolo comune del quale, nel lontano 2015, Ugo si innamora profondamente per la bellezza del posto e delle vaste vigne.
Infatti per questo motivo decide di acquistare e restaurare un vecchio ovile dismesso a 550 metri sopra il livello del mare, con appena 2 ettari di vigne.

Gli ettari oggi lavorati da Ugo sono ben 7. Ciò che caratterizza e distingue questo territorio sono i terreni particolarmente argillosi e calcarei che abbondano di una grande quantità di silicio.

L’obiettivo di Ugo Lestelle

Questo progetto è nato dall’idea del giovane imprenditore di produrre vini che avessero una grande connessione con il territorio. Infatti con un terreno di questo tipo opta per una vinificazione leggera e fine dato che già di per sé la terra tende a dare vita a vini strutturati e concentrati.

Ugo Lestelle è molto attento a come trattare il terreno. Per questo motivo le lavorazioni del suolo vengono fatte con l’aiuto di un cavallo per far si che la struttura e la fertilità dei terreni rimanga intatta. L’obiettivo della cantina è proprio la trasparenza ottenuta da una lavorazione completamente naturale.

La magia del vino biologico

Seguendo i principi dell’agricoltura biologica la cantina di Ugo Lestelle predilige le fermentazioni spontanee affidate esclusivamente ai lieviti indigeni. Le fermentazioni sono svolte a grappolo intero senza pigiatura così da favorire la macerazione carbonica per ottenere maggiore leggerezza e fragranza del vino.

Sempre secondo lo stesso principio, le maturazioni in legno hanno una durata molto breve. Le vigne sono curate in maniera organica e infatti durante tutto il processo di lavorazione delle uve Ugo Lestelle non utilizza mai alcun tipo di additivo o coadiuvante. Solo se l’annata del vino lo richiede vengono usate piccole dosi di solfiti durante l’imbottigliamento.

La filosofia della cantina

La cantina propone prodotti dalla profonda territorialità interpretati però attraverso lo stile naturalista e personale dell’audace vigneron, ovvero fine ed autentico. La sua filosofia e l’approccio che usa Ugo per quanto riguarda la gestione del vigneto è rimasta invariata sin dall’inizio. Infatti si concentra su conduzione organica, cure meticolose e un profondo rispetto per l’ambiente, la natura e l’ecosistema.

Ugo Lestelle ritiene (giustamente secondo noi) che la mano dell’uomo debba intervenire il meno possibile e solo se strettamente necessario per fare in modo che il frutto si trasformi in qualcosa che rispecchi fedelmente il territorio in maniera del tutto spontanea.
La selezione di vini offerti dalla cantina prevede quasi esclusivamente vini rossi. Ciò perché vengono allevate varietà locali a bacca nera quali:

  • Grenache;
  • Syrah;
  • Carignan;
  • Aramon;
  • Terret;
  • Cinsault;
  • Mourvedre.

I vini di Ugo Lestelle

I vini più conosciuti sono “L”, con uvaggio Grenache, poi troviamo “IX” e “PUNKAHONTAS” da vecchie vigne di Syrah e “C”, tipico Carignan.

Il vino chiamato “IX” è per l’annata in corso. Le uve vengono raccolte mano e pressate a grappolo intero. In seguito effettua una vinificazione carbonica in cemento per 2 settimane, una pressatura verticale per 6 ore e infine un affinamento in barrique per 7
mesi. Questo vino è caratterizzato da frutti rossi e neri con accenni speziati.

Tra le vigne del Grenache c’è “L” che segue lo stesso principio di “IX” distinguendosi solo per la pressatura verticale che in questo caso sarà di 10 ore e l’affinamento in barrique di 6 mesi. Qua troviamo note fini di cioccolato e cannella.

“C” è un Carignan intenso che esegue il suo affinamento in barrique per 11 mesi. Presenti in questo vino sono frutti rossi come riber e lampone, cannella e cioccolato fondente.

“Punkahontas” è un Syrah che vinifica in cemento per 6 ore e affina in barrique per 5 mesi. Qua troviamo frutti neri come more e cassis con sentori verdi di macchia.

Ugo Lestelle continua la sua avventura alla ricerca del prodotto più autentico possibile. Nell’attesa ci possiamo gustare i suoi capolavori.

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