Ugo Bing

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Ugo Bing

Per trovare la cantina Ugo Bing dobbiamo spostarci in località Fiano sui colli del Chianti fiorentino, precisamente a Certaldo. Questa città si trova in provincia di Firenze ed è conosciuta per aver dato i natali a Giovanni Boccaccio e per le cipolle di Certaldo. È proprio qui che abbiamo la fortuna di incontrare l’agronomo specializzato Ugo Bing e la sua “Fattoria di Fiano” che, da oltre 30 anni, conduce con amore affiancato dal figlio Francesco e dall’enologo Angelo Bertacchini.

La Fattoria ci offre la possibilità di usufruire di servizi quali ad esempio interessanti degustazioni con la possibilità di acquistare i prodotti, ristorazione tipica locale e pernottamento nella suggestiva location. Gli ettari della Fattoria di Bing sono all’incirca 80 di cui 11 destinati a oliveti allevati a vaso policonico basso. L’olio prodotto è un olio di forte personalità e dal gusto piccantino e corposo.

Le origini e la storia

Come spesso accade nelle storie più belle, le origini della cantina di Ugo Bing risalgono a molti anni fa. Tutto ha inizio con la nonna di Ugo, Irene, che nei primi anni del ‘900, a soli 19 anni, era già emancipata e una grande lavoratrice. Lei conobbe il nonno di Ugo perché colleghi di lavoro di una ditta di trecce di paglia meccaniche a Firenze. Il nonno si occupava della parte commerciale dell’azienda mentre la nonna, abile tessitrice, si occupava della parte operativa girando in calesse per le storiche vie di Firenze e della campagna per insegnare l’arte dell’intrecciamento.

I due si innamorarono e iniziarono a fare progetti e buttare giù idee insieme. Infatti lasciarono l’azienda e fondarono una società propria con un terzo socio chiamandola “Bing & Ionas”. Questa divenne poi “Bing & Foglianti” per poi chiamarsi solo “Bing” dopo l’alluvione del 1964. La grande dote imprenditoriale di nonna Irene spiccò ancora di più quando nel 1939 acquistò il Podere Baroni, attuale Fattoria di Fiano.

Un grande intreccio

Ispirato e affascinato dalla straordinaria vicenda dei nonni, Ugo Bing fa dell’arte di intrecciare una vera e propria filosofia di vita. Ugo, infatti, percepisce l’intreccio come qualcosa di più profondo e grande. Applica questa metafora ad esempio per gli assemblaggi del vino in cui si intrecciano le botti tra di loro.

Un senso ancora più ampio lo attribuisce all’agricoltura definendola un grande intreccio di studi ed esperienze. Ugo ad oggi ha un solo grande rimpianto: non aver affinato la sua conoscenza osservando e imparando dai fattori più sapienti di un tempo. Si rimprovera sempre che avrebbe potuto migliorarsi ma nonostante ciò non ha mai smesso di studiare.

Chi ha la fortuna di poter incontrare quest’uomo si rende subito conto che è sì un tradizionalista, ma anche un incredibile rivoluzionario. Non smette mai di studiare ed informarsi per poter essere sempre al passo con i prodotti nuovi, la tecnologia da
utilizzare e la metodologia più giusta per approcciarsi al terreno. Questa cantina dunque ha una forte identità ed il suo segreto è quello di riuscire a creare vini completamente affini al territorio che la circonda.

I vini di Ugo Bing

Uno tra i più importanti vini prodotti da questa azienda vinicola è sicuramente il vino “Riserva Ugo Bing”, tipica qualità chiantigiana composto da Sangiovese, Merlot e Syrah. Vino rosso intenso, fermo e secco, caratterizzato da un giusto tenore zuccherino e alcolico nonché da una buona acidità fissa. Il processo di produzione di un vino e mediamente lungo: dalla vigna al termine dell’affinamento in bottiglia passano circa 2- 3 anni.

Molto conosciuto è anche il suo “IGT Fianesco” composto da 50% Syrah e Merlot e 50% Abrostine, affinato in barriques di rovere francese con note di prugna, sambuco, vaniglia e cacao. Ugo ha di recente impiantato vitigni ad alta densità dando la precedenza a Sangiovese, Colorino e Canaiolo.

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